Il mercato del libro, in Italia, è crollato negli ultimi due anni del 15%. Al Salone del Libro di Torino, gli editori affidano a Simonetta Fiori –su Repubblica di Sabato 18 maggio– i loro pianti. E sempre a Simonetta Fiori, affida i suoi pianti e le sue speranze, il 16 maggio, anche l’editore Carlo Feltrinelli. Lo storico marchio editoriale controlla –come è noto– oltre all’omonima casa editrice anche l’omonima catena di librerie. Delle quali un po’ chiudono –mettendo in mobilità i lavoratori– ma qualcuna anche aprirà i battenti. Carlo Feltrinelli tuttavia è ottimista. Il libro di carta per il momento » Leggi tutto

Fra la pietà universale
uno specchio s’infranse.
Custodiva me e il mondo
come simbolo.
Frammenti sparpagliati e scheggiati.
Quasi polvere
per nuove stelle.
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Mi affaccio alla finestra, i colori del giardino mi rilassano, l’aria fresca accarezza la mia pelle, ma non si calma il battito martellante nella mia testa. Il letto è disfatto solo sulla sinistra. Sempre più spesso mio marito occupa la stanza dalla parte opposta della villa.
Accendo il televisore e ascolto le ultime quotazioni della borsa mentre mi preparo con cura. Un tailleur color moka dal taglio maschile, maglia con paillettes, stivali dal tacco medio, tracolla in camoscio per il pc e i documenti. Vado in sala da pranzo.
Mio marito è seduto all’estremità del grande tavolo. Alza gli occhi e » Leggi tutto
Jakuchô Setouchi, qui fut amie avec Mishima et Kawabata, est un quasi-«trésor vivant» de la littérature nippone. En partenariat avec «BoOks», en kiosque tout le mois de mai-Dal sito del settimanale francese Nouvel Observateur–
Comment êtes-vous devenue écrivain?
Je me suis mariée très jeune, à 20 ans. C’était en 1942. J’ai suivi mon mari à Pékin, où il enseignait. À notre retour au Japon après la guerre, je suis tombée amoureuse de l’un de ses étudiants, puis d’un écrivain marié. La vie littéraire me fascinait. J’ai divorcé en 1950. La place de la femme dans la société japonaise de l’époque ne » Leggi tutto
Esilio e nostalgia nei romanzi di chi se n’è andato. Negli Stati Uniti e in Europa la riscossa dell’Accademia-Jodorowsky e Dorfman;Sepùlveda, Meruane e Brodsky– una terra di autori migranti che rielaborano il lutto-Dal supplemento letterario del Corriere della Sera, La Lettura–
Quella cilena è da sempre una letteratura della diaspora, nei temi e nelle biografie degli scrittori. Il che spiega uno dei principali sentimenti che la ispira: la nostalgia per un Paese che può essere alternativamente paradiso perduto o inferno di orrori. Il periodo della dittatura, che ha portato a un vero e proprio smantellamento del sistema culturale, » Leggi tutto
Senza più Pasolini, Comisso, Penna e Parise– Lo scrittore friulano si racconta-Letteratura, arte e omosessualità– A cura di Antonio Gnoli– Da Repubblica del 19 maggio 2013– Puoi leggere il testo integrale dell’intervista, in formato Pdf, grazie a questo Link- » Leggi tutto

La porta si è mossa, o è sempre stata socchiusa?
I gladioli sul tavolo sono malva pallido.
Sento odore di malva pallido e di azzurro
Blu molle come lividi – putrido – colante –
L’aria cola blu – malva –
E la porta con la striscia nera dove non chiude!
Mi tocca attraversare quella porta per andare a letto,
O stare qui
A guardare la fessura
Che cola aria.
Ma è poi – aria?
Questa poesia è tratta dal volume “Amy Lowell, Poesie”, a cura di Barbara Lanati, Einaudi 1990
Leggi Amy Lowell su wikipedia
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Ore focaie. L’ottuso
attorniarci di pietre in disordine, cuore
contro cuore, noi, carcassa
di paglia
che marcisce per l’umida
durata della notte. » Leggi tutto

Ci sono città accese nella distanza,
Magnetiche e profonde come lune,
Campi in fiore e nere strade
Piene di esaltazione e risonanza.
Ci sono città accese il cui ardore
Distrugge l’insicurezza dei miei passi,
E l’angelo del reale apre le braccia
In nardi che mi uccidono di afrore.
E io devo partire per conoscere
Chi sono, per sapere come si chiama
Il profondo esistere che mi consuma
In questo paese di nebbia e di non essere. » Leggi tutto

Si innalza aerea pietra dopo pietra
la casa che solo possiede nella poesia.
La casa dorme, sogna nel vento
la delizia improvvisa di essere albero.
Come sussulta un busto delicato,
così una casa, così una barca.
Un gabbiano passa e un altro e un altro,
la casa non resiste: anch’essa vola. » Leggi tutto
Si apre domani il 26° Salone del libro di Torino, con il Cile come Paese ospite-Dal quotidiano La Stampa del 15 maggio 2013–
Attesi fino a lunedì oltre 1500 scrittori e personalità illustri di tutto il mondo. L’elenco delle personalità è consultabile suwww.salonelibro.it o su smartphone scaricando l’App Salone del Libro. Il sito lastampa.it seguirà la kermesse con videochat, dirette e incontri con gli autori. Stasera, alla Reggia di Venaria, la festa di inaugurazione a inviti.
In anteprima la prolusione che terrà lo scrittore-ambasciatore Jorge Edwards nella festa inaugurale
L’idioma di Castiglia arrivò nel nostro Paese con i conquistadores , a sangue » Leggi tutto

La à las tl’armèri cla camisa fiurèda,
ch’u j amènca e’ terz butoun
e la j à ancòura e’ su udòur.
Un capot nir sla martingàla
che adès i n va pió ’d móda.
L’è bèla zinch an
ch’j è tachid só in chè cantòun.
I-m la spargóia tla cambra
cumè sla fos artòrna da zét.
Martingala
Ha lasciato nell’armadio quella camicia a fiori,
a cui manca il terzo bottone
e conserva ancora il suo odore.
Un cappotto nero con la martingala
che adesso non vanno più di moda.
Sono quasi cinque anni
che stanno appesi nel loro angolo.
Spargono la » Leggi tutto

Tavola sopra l’onda
spruzzi innaffiano il cielo
poi affonda » Leggi tutto
Questa poesia è tratta dai Canti di Castelvecchio. Ne puoi leggere l’edizione integrale grazie alla mediateca di LiberLiber
I
Io sono una lampada ch’arda
soave!
la lampada, forse, che guarda,
pendendo alla fumida trave,
la veglia che fila;
e ascolta novelle e ragioni
da bocche
celate nell’ombra, ai cantoni,
là dietro le soffici rócche
che albeggiano in fila:
ragioni, novelle, e saluti
d’amore, all’orecchio, confusi:
gli assidui bisbigli perduti
nel sibilo assiduo dei fusi;
le vecchie parole sentite
da presso con palpiti nuovi,
tra il sordo rimastico mite
dei bovi:
II
la lampada, forse, che » Leggi tutto