Creatività/Thomas Mann, elogio dell’antigenialità



dal Tonio Kro­ger di Tho­mas Mann

Per­ché appunto la mia coscienza bor­ghese è quella che in tutto ciò che è arte, genio ed ecce­zione mi fa scor­gere qual­cosa di pro­fon­da­mente ambi­guo, pro­fon­da­mente dub­bio, pro­fon­da­mente sospetto; è essa che mi riem­pie di quest’amorosa debo­lezza per il sem­plice, il can­dido, il pia­ce­vol­mente nor­male, per l’antigenialità e la costu­ma­tezza (…) Ammiro coloro che, fieri e impas­si­bili, spre­giando l’ ‘uomo’, si avven­tu­rano sui sen­tieri della grande, demo­niaca bel­lezza: ma non mli invi­dio. Per­ché se qual­cosa è real­mente in grado di fare di un let­te­rato uno scrit­tore, è appunto que­sto mio bor­ghese amore per l’umano e il vivo e l’ordinario. Ogni calore, ogni bontà, ogni sor­riso pro­viene da esso; e quasi mi sem­bra che sia quel mede­simo amore del quale è scritto che chi ne fosse privo, anche se sapesse par­lare tutte le lin­gue degli uomini e degli angeli, altro non sarebbe che un bronzo riso­nante e un tin­tin­nante cembalo




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     settembre 19, 2009 Pubblicato in I modi dello scrivere -       Leggi Tutto
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