Racconto/Respiri
di laura landi
Respiro i pensieri. Nel respiro c’è tutto ciò che nel tempo non può andare perso, né prima, né dopo, né davanti, né dietro. Nel tutto ci sono i nostri respiri. E’ lì che gioca la nostra memoria, fra i respiri regalati e quelli spariti, quelli smarriti e quelli in viaggio. Quelli che parlano degli affanni di ciò che manca e quelli che attraversano l’aria come frecce infuocate. I respiri che riempiono gli spazi fra i sorrisi o gli spazi fra i giochi dei bambini o i respiri che scelgono di nascondersi fra le fessure, aspettando che il giorno passi e non li veda. Il respiro che implode, che sfida il tempo contando le ore e poi cede alla sfida di tornare, per restare. Quanto spazio trovo in un respiro e quanto spazio perdo se quel respiro manca ?
Mi sono addormentata in sala operatoria con te, piccolo mio, che galleggiavi leggero dentro di me.
Mi sono addormentata felice, ricordo che ridevo ed ero impaziente di vederti. Ho sentito il mio respiro farsi sempre più lontano e trasportare via tutti i pensieri, in un posto dove non c’è fretta, né freddo, né tempo da restituire.
Quanti respiri ho fatto senza curarmene, senza desiderare di farli o accettare di perderli. Ho respirato anche per te, mio piccolo, fino a quando ho potuto.
Al mio risveglio tu non c’eri. Il tuo primo respiro è imploso in un labirinto di silenzio; né pianti, né voce, né respiro, né musica di battiti. Uno spazio vuoto testardamente lungo, un precipitare di istanti apparentemente slegati fra loro, eppure, accidenti, cosi inseparabili. Luci, corse, calore, mani veloci ed esperte per riportare il respiro a te, che naufragavi fra le onde di un non-luogo muto e lontano.
E poi, improvvisamente, il tempo ti ha restituito la voce del respiro, senza curarsi di averti lasciato un soffio di vita così potente, che oggi a distanza di quattordici anni, è lo stesso che attraverso le tue mani, scivola sul pianoforte, restituendo al tuo viaggio, quello che ti è mancato nei primi istanti.
Perché nel respiro c’è tutto ciò che nel tempo non può andare perso, né prima, né dopo.








