Pensieri spettinati/Petrolio

Luglio 20th, 2010

di claudio castellani

Il telegiornale dice che oggi Obama e Cameron si incontrano. Parleranno anche della Bp e del tappo che dovrebbe tappare la stazione di servizio sottomarina che da alcune settimane sta riversando milioni di litri di petrolio nel golfo del Messico, si presume. Il telegiornale, tra l’altro, dice che la situazione del tappo peggiora, invece di migliorare.
Comunque. Obama e Cameron parleranno. Non sappiamo bene di cosa parleranno. Di soldi, è presumibile. Di costi di recupero e di ripulitura.
Ora, la cosa interessante è una domanda che, in tutta questa faccenda, è già stata posta ma è stata mantenuta troppo sullo sfondo, secondo me. Proviamo a portarla in primo piano. Cosa sarebbe successo se il tappo della stazione di servizio sottomarina non fosse saltato per incuria e idiozia della Bp ma per un attentato terroristico di un paese e/o personalità straniera?
Le mie scarse nozioni di diritto mi suggeriscono che in atto terroristico c’è dolo. C’è, cioè, una precisa volontà di colpire, uccidere, danneggiare, distruggere un avversario. Da parte della Bp non c’è stato questo dolo, d’accordo. C’è stata SOLO una sopravalutazione del profitto a discapito di vite umane (distrutte nell’esplosione del tappo), dell’ambiente e del lavoro di migliaia (o milioni?) di persone.
Mi domando: quale è la sottile linea d’ombra che separa un atto di guerra da un atto genericamente criminale? Il fatto che in un caso si colpisce in nome dell’appartenenza ad entità statali, a ideologie e religioni diverse e contrapposte, mentre nell’altro in nome di una divinità terribilmente concreta ma unica e unificante che si chiama denaro, invece di Allah?
Capisco che qui torniamo al punto di partenza, cioè al dolo e alla volontà deliberata di colpire. Ma a me sembra che il processo di Norimberga contro i criminali nazisti abbia stabilito con sufficiente chiarezza che si è colpevoli di crimini contro l’umanità anche quando si obbedisce passivamente a ordini la cui esecuzione ha come risultato l’offesa all’umanità. Lo dico, perché le inchieste giornalistiche e giudiziarie stanno mettendo in luce una continua e procrastinata volontà della Bp di adottare scarsi livelli di sicurezza, sempre in nome del risparmio e del denaro. E dunque: chi sarà ritenuto responsabile, della Bp? Il suo amministratore delegato, o anche le schiere di tecnici e manager che hanno passivamente accettato e applicato la politica industriale della Bp? Verranno tutti rinchiusi a Guantanamo? Verrà loro impedito di lavorare e di guadagnare uno stipendio? O, per lo meno, di avvicinarsi ad alcunché che abbia a che fare col petrolio?
Insomma, cosa è, esattamente, e come possiamo catalogare un atto criminale contro l’umanità che non sia frutto di una contrapposizione tra stati? E’ una domanda interessante, secondo me, e inevitabile, in un mondo in cui le entità statali stanno evaporando per essere sostituite da gigantesche multinazionali. Come muta il concetto di guerra e quello di crimini contro l’umanità nell’epoca della globalizzazione?
Due piccole cose che, forse, ci fanno intravvedere con chiarezza una possibile risposta.
1-Internazionale ha pubblicato, poche settimane fa un articolo del quotidiano inglese Observer. Vi appaiono cifre e dati impressionanti sui disastri ambientali e umani determinati da anni e anni di estrazione di petrolio in Nigeria da parte soprattutto della Shell. “In realtà dagli oleodotti, dalle pompe e dalle piattaforme petrolifere disseminate sul delta [del Niger] esce ogni anno una quantità di petrolio maggiore di quella che si sta riversando nel golfo del Messico”, scrive l’Observer.
2-Di recente un tribunale indiano ha mandato praticamente assolti i responsabili del disastro ambientale e umano di Bophal.
Da questi due fatti non sono nati scandali o servizi giornalistici di particolare rilievo. Ma tanto sono negri, lì, e non è il caso di sprecare tante filosofie, come ci insegnano 2000 anni di cristianesimo.

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2 Risposta a “Pensieri spettinati/Petrolio”

  1. ettore Scrive:

    Non ho compreso bene il significato delle ultime 2 righe.
    Sono sempre stato “tardo di mio” e se si vuole, se ne può infierire. La riflessione è fantastica e documentata di fonti sicuramente veritiere, ma… Sto Cristianesimo, mi sembra un pò troppo prezzemolo, che sta bene con tutto. Forse un tantino luogo comune e facile scappatoia per tutti i problemi del mondo. Sono proprio un credulone! Un allocco, nel non vederne il nesso, l’accusa ed il reato. Forse non ho ascoltato bene Current, una televisione(Programma T.V.) fortemente indipendente che ha documentato in lungo e in largo Bopal, Nigeria e la B.P inglese.
    Forse è il caso, di sprecare filosofie, se non altro per quelli come me, che sfogliano un giornale di politica e non ci capiscono niente, perchè sono arrivati alla fine del secondo tempo del film. Spieghiamo bene, altrimenti sembra che il Papa, il Santo Padre, l’Infallibile, la Porta del Cielo, sia un pivello pescato con le mani nel sacco mentre paga il tribunale indiano o assolda una holding gigantesca per giocare con il potere del petrolio nigeriano oppure, abbia innescato Lui, la bomba a millecinquecento metri di profondità nell’oceano. Sia gentile, ci dica cosa insegnano 2000 anni di cristianesimo! Viva.

  2. Claudio Castellani Scrive:

    Il Papa non c’entra nulla. Era solo una amara constatazione: che 2000 anni di cristianesimo sembrano non averci neppure insegnato che siamo tutti fratelli, al di là del colore della pelle. di conseguenza, ci sono disastri ambientali che contano-come quello nel golfo del Messico- e disastri ambientali che non contano e non indignano, come quello del delta del Niger

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