di Simona Rastelli
“ Il treno delle sei e trentaquattro per Roma è in partenza sul primo binario” annuncia l’ altoparlante. “ Siete pregati di prendere posto.” Silvia si siede accanto al finestrino. Ha sonno. Si è svegliata alle cinque e la sera prima invece di andare a letto presto ha dovuto stirare le camicie per il marito . Fa il rappresentante di gioielli, gira in macchina per tutta l’ Italia e deve essere sempre elegante. Cambia una camicia al giorno e la pretende perfettamente stirata . Lei è una pediatra e lavora tutto il giorno, così ha sempre avuto delle colf per fare i lavori domestici, ma nessuna di loro è stata mai abbastanza brava nella stiratura delle camicie . Nel corso degli anni ne ha dovute cambiare così tante che ha perso il conto. Tatiana non riusciva a eliminare le pieghe, Natasha non stirava bene il colletto, Adriana rovinava i polsini . Ha litigato con lui un sacco di volte. A volte ha pensato di scappare di casa e lasciarlo da solo, alle prese coi suoi futili problemi. Alla fine, per quieto vivere, e soprattutto per i due figli ancora piccoli, si è rassegnata. Adesso stirare le camicie tocca a lei, anche se è una cosa che odia fin da ragazza . Sembra quasi che lui voglia punirla perché è una donna che lavora, ha successo, è stimata dai colleghi e dai pazienti. Una forma di invidia . Non sopporta di essere conosciuto come” il marito della dottoressa “.
Silvia è in partenza per Roma con due colleghe, il solito corso di aggiornamento medico. Sandra è venuta a prenderla con la sua twingo azzurra e hanno lasciato la macchina nel parcheggio a pagamento della stazione di Rimini. Alle sei del mattino è già impossibile trovare un posto libero in strada. In ogni caso non spenderanno una gran cifra; stanno fuori solo due giorni e il sabato sera saranno già a casa. Gloria invece si è fatta accompagnare dal marito, che è salito sul treno e l’ ha anche aiutata a sistemare il bagaglio. Come al solito è quella che ha la valigia più grande di tutti ; è molto ambiziosa e cambia vestito e scarpe almeno tre volte al giorno.
Il treno sta per partire quando si apre la porta dello scompartimento ed entra un uomo. E’ alto e magro, indossa un impermeabile beige, stretto in vita da una cintura con fibbia dorata. Capelli corti brizzolati, ha un volto dai lineamenti irregolari; naso importante ed occhi castani scuri, velati di tristezza. La bocca è carnosa, increspata in un atteggiamento di malcelata insofferenza. Le ricorda un attore del cinema degli anni cinquanta . Si avvicina con passo deciso , si ferma e si guarda intorno come se stesse cercando qualcosa . Appoggia il trolley nero nel corridoio, infila una mano nella tasca destra dell’impermeabile ed estrae un biglietto. ” Posto 54 A “mormora. Guarda con aria seccata Silvia e le sue amiche. “ E’ possibile che abbiate sbagliato posto?” chiede con arroganza. Le tre donne controllano i biglietti . “- Mi sposto .- dice Silvia.
L’ uomo allora solleva il trolley e lo incastra nel portabagagli. Le sue mani sono grandi, con dita lunghe e sottili. Le unghie sono ben curate e tagliate molto corte. Sul dorso della mano si intrecciano vene azzurrognole pulsanti. Di sicuro un tipo nervoso, forse un artista o un pianista. Oppure un chirurgo che va anche lui a Roma per un corso di aggiornamento. Silvia chiude gli occhi per un istante. Le mani dell’ uomo cominciano a toccarla , la esplorano . Prima sfiorano delicatamente le dita dei suoi piedi, poi si spostano sulle caviglie e percorrono le gambe, l’ incavo delle ginocchia e si spingono fino all’ inguine. Si infilano sotto il perizoma . E’ già bagnata. Riapre gli occhi e lo guarda spudorata. Lui a sua volta la guarda, ma il suo sguardo è duro, quasi minaccioso. Sembra dirle “ Stai attenta, non giocare con il fuoco. ” Lei allora si sente avvampare di vergogna e abbassa gli occhi sul libro che ha portato per il viaggio. I suoi occhi azzurri percorrono le righe, le frasi, le parole. Rilegge più volte la stessa frase ma le parole si susseguono l’ una all’ altra senza un senso compiuto. Poi il suo cuore accelera .
Le capita da qualche settimana. All ‘ improvviso, dopo un ‘ emozione, un’ arrabbiatura, una corsa troppo veloce, sente il cuore accelerare e deve fermarsi, respirare profondamente. Dieci minuti e le passa. Ha chiamato Daniela, la sua amica cardiologa . ” Vieni domattina in ospedale che ti faccio una visita di controllo” le ha proposto lei. Ci è andata da sola, al marito non ha detto nulla. Quando ha qualche problema lo risolve sempre da sola, lui è uno sul quale non si può contare. L’ amica l’ ha visitata, poi le ha fatto l’ Elettrocardiogramma e per scrupolo anche l’ eco cardiogramma.. “Va tutto bene – le ha detto – Non ci sono soffi, le tue valvole cardiache sono perfette. E’ solo che sei stressata, forse lavori troppo. L’ epidemia di influenza suina ti ha dato la botta finale. I tuoi sono attacchi di ansia; non pensare sempre al lavoro e a quel rompipalle di marito che ti ritrovi. Devi ritagliare del tempo per te stessa. Rilassati, vatti a fare un bel massaggio , trovati un amante giovane come ho fatto io.” Si è messa a ridere .” Di uomo me ne basta uno- ha risposto lei – non voglio complicarmi la vita. “. Ha deciso di andare al congresso , per non pensare né al lavoro né alle camicie del marito e fare un po’ di shopping compulsivo con le amiche.
Dopo i controlli si sente più tranquilla . Adesso, appena ha sentito il battito accelerare si è detta : “ Silvia calmati! E’ solo uno sconosciuto salito sul tuo stesso treno. Scenderà a Roma e poi non lo vedrai mai più.” Il tipo nel frattempo si è seduto vicino a Gloria, nel sedile dietro al suo. Iniziano a parlare e lei si scopre a spiare ogni loro parola . Lui ha l’ accento romagnolo, deve’ essere delle sue parti. L’ amica si presenta subito. ” Sono Gloria , vado a Roma ad un congresso insieme a delle colleghe, Silvia e Sandra. “Anche io – risponde l’uomo- Novità sulle epatiti virali- “ Lei sorride:” Che coincidenza. Andiamo allo stesso congresso ! Anche tu sei un medico? “. “ Lavoro nel reparto di Chirurgia dell’Ospedale di Rimini. Non hai mai sentito parlare del famoso dottor Antonio Rossi, esperto mondiale nel trattamento delle emorroidi?”. Scoppiano a ridere.
“ Noi siamo al Marriott Hotel – esclama Gloria – e tu ?” “ Anche – risponde ”. “Che fortuna ! “ pensa Silvia, ancora incredula che lui sia proprio un chirurgo. Chiacchierano per un po’, poi si fa silenzio. Lui estrae un piccolo libro da uno zaino rosso. Silvia cerca di leggerne il titolo, ma non riesce a decifrarne le parole al rovescio. Sandra chiude gli occhi, cullata dal dondolio del treno e si addormenta . E’ la più riservata delle tre, e anche l’ unica non sposata.
Silvia si alza per andare in bagno. Subito Gloria la segue. Si fermano davanti alla porta della toilette. “ E’ il mio tipo “- dice sottovoce Gloria all’ amica “ Oltre a essere un bell’ uomo ha molto senso dell’ humour, come me. Mi guarda in un modo, come se volesse spogliarmi con gli occhi. Sono sicura di piacergli, e molto.” dice. Silvia sente il suo cuore accelerare di nuovo, il suo corpo è scosso da un brivido . Avrebbe voglia di accendersi una sigaretta. Sempre la stessa storia : tutti gli uomini che incontrano nei loro viaggi hanno occhi solo per l’ amica. Dal tono sicuro con cui lo dice, poi , le viene il dubbio che sia vero. Non si può fare a meno di notarla, appariscente e griffata com’ è. Non è bella, ma molto attenta ai dettagli e sa scegliere abiti che fanno risaltare i suoi lati migliori, se ci sono. Il seno è quasi piatto, mentre il sedere a mandolino non passa inosservato. “ Senti ,- dice- si da il caso che sia anche il mio tipo e oltretutto l’ ho notato prima io! “ “ Va bè, tanto siamo sposate, cosa parliamo a fare?” risponde Gloria irritata. A Silvia non importa di essere sposata, anzi si sente come se non lo fosse. Suo marito, con il lavoro che fa, dorme spesso fuori casa. Visto che è lei l’ addetta alle camicie, non ha potuto fare a meno di notare tracce di rossetto. La prima volta ci è rimasta male e gli ha chiesto perché la tradiva. Lui si è arrabbiato e ha negato .” Io ho a che fare con molte gioielliere ed è normale che nel salutarci ci si dia un bacio sulle guance”- ha detto lui. Lei non ci ha creduto e un giorno l’ ha seguito. L’ ha visto mentre baciava una donna davanti ad una gioielleria. Una tipa alta e robusta, molto appariscente . Bocca rifatta, occhi bistrati di nero , vestita in modo volgare. Il contrario di lei. Alla sera, quando è tornato a casa dal lavoro, lo ha affrontato piangendo e lui l ‘ha umiliata dicendole che con l’ amante si sente un uomo, che lei lo fa sentire importante . L’ ha messo su un piedistallo e lo incensa da mattina a sera. Soprattutto è una donna sicura di sé, passionale, non fredda e insicura come lei. Quando fanno l’ amore lei urla e si lascia andare. Non ha alcuna intenzione di lasciarla. Silvia ha pianto per giorni e giorni , più per l’ umiliazione che per altro, pensando che in fondo suo marito avesse ragione. E’ vero che è un’ insicura, lo è sempre stata, e che non riesce mai a lasciarsi andare, soprattutto nel sesso. Anche mentre fanno l’ amore la sua mente è occupata dai problemi di lavoro e dei figli. Le ha rinfacciato più volte di essere frigida . Ma non pensa di esserlo, forse lo è con lui. E’ solo una che vuole tenere sempre tutto sotto controllo, sapere con precisione cosa l’ aspetta. La sua giornata è scandita come un orologio e se qualcosa non va l’ assale l’ansia.. Quando ha scoperto l’ esistenza dell’ amante di lui ha pensato di separarsi , ma la condizione di donna sola la spaventa , con due figli piccoli ancora da crescere. Ha deciso di accettare quella situazione soprattutto per loro: hanno solo otto e quattro anni e non vuole vederli soffrire . Una volta che era in macchina con i due bambini, stavano tornando da una festa di compleanno , il maschio di otto anni le ha raccontato che i genitori di un suo compagno di classe si erano appena separati .” Tu cosa ne pensi ?” gli ha chiesto lei. “ E’ la cosa più brutta del mondo.” ha detto lui. Recita la sua parte di brava moglie che assolve tutti i suoi doveri , tranne quelli coniugali. Agli occhi degli altri tutto è perfetto. Così non si sente affatto in colpa adesso , se quel tipo le piace. E ‘ da tempo che non prova un’ attrazione così forte per un uomo. Forse da prima del suo matrimonio
Silvia entra nel bagno. Il treno all’ improvviso accelera e ondeggia . Ha paura di cadere e scivolare sul pavimento bagnato di urina . Il water è sporco, chi è entrato prima di lei non ha tirato l’acqua e un pezzo di merda è attaccato alle pareti. Le viene da vomitare. Fa la pipì senza appoggiarsi , si pulisce con una salvietta inumidita e si lava a lungo le mani. Poi si specchia. Osserva il proprio viso, le piccole rughe di espressione vicino agli occhi e ai lati della bocca. Porta i capelli molto corti , come per nascondere la sua femminilità. Solleva il pullover e si guarda le tette. “ Sono più belle di quelle di Gloria ” pensa . Esce dal bagno , lascia entrare l’ amica e torna al suo posto. Antonio ha alzato lo sguardo dal libro e le guarda proprio le tette. Si sente euforica. Va a sedersi e riapre il romanzo , lo sfoglia e poi, annoiata , lo ripone nella borsa. Guarda fuori dal finestrino. Alberi, colline, case, finestre si susseguono l’ uno all’ altra. Terrazzini con i panni stesi che ondeggiano al vento, tapparelle che si alzano all’ iniziar del giorno. Qualcuno è seduto al tavolo della colazione e sorseggia il caffellatte, ignaro di essere osservato dai passeggeri del treno.
Alcuni bambini coi grembiuli rosa e azzurri sono fermi davanti al cancello di una scuola, in attesa che suoni la campana di inizio delle lezioni.
Smette di guardare il paesaggio e chiude di nuovo gli occhi. Lei ed Antonio sono ora fermi davanti alla porta della sua camera di albergo . Stanno per salutarsi dopo aver trascorso la serata insieme . Lui si china verso di lei , si avvicina con la bocca e la bacia. Le sue labbra sono morbide e hanno un buon sapore, un misto di tabacco e liquirizia. Prima la bacia dolcemente , poi inizia a mordicchiarle le labbra. Le piace. Sente la sua lingua toccarle il palato e le sembra di venire risucchiata in un vortice , senza via di scampo. Non riescono più a staccarsi, le sue mani le cingono la vita , poi si infilano sotto la maglia e le accarezzano dolcemente la schiena. All’ improvviso lui le scopre una tetta e le mordicchia il capezzolo. Silvia, affannata, cerca la chiave della stanza dentro la borsa, quando sente da lontano una voce che la chiama : “ Siamo arrivate . Dormi a occhi aperti?”. Si scuote , si alza e si infila la giacca , prende la valigia dal portabagagli ed insieme alle amiche si mette in fila nel corridoio del treno. E’ ancora frastornata. Antonio è alle loro spalle.
Nell’ atrio della stazione li attende una hostess alta e bionda con un cartello che indica il loro congresso. Le si avvicinano e si presentano. Arrivano anche altri colleghi, sono una trentina di persone. La hostess li invita a seguirla e a salire su un pulmino bianco e azzurro. Consegnano le valigie all’ autista . Gloria si siede di nuovo vicino ad Antonio, mentre lei e Sandra scelgono due posti nella fila dietro a loro. Vede l’ amica che prende lo specchietto dalla borsetta , si sistema i lunghi capelli neri e mette il rossetto sulle labbra .
Poi comincia a tempestare di domande il suo compagno di viaggio. Gli chiede dove abita, se è fidanzato, cosa fa nel tempo libero. Lei ascolta incuriosita e prova un senso di invidia. Come al solito la sua timidezza l’ ha bloccata. Avrebbe voluto sedersi lei al posto di Gloria.
Arrivano all’ Hotel Marriott, un quattro stelle. La sala congressi è moderna e funzionale. Questa volta Silvia si siede vicino ad Antonio, mentre le sue amiche sono nella fila davanti alla loro. Le relazioni scientifiche sono quattro, e sarebbero tutte molto interessanti , ma lei non riesce a stare concentrata. Il suo cuore inizia a battere più in fretta. Le manca l’ aria e comincia a tossire. Inspira piano e sente che il battito rallenta. Ogni tanto sbircia l’ uomo con la coda dell’ occhio. Guarda attento il relatore e prende appunti. La sua scrittura è regolare, lettere piccole e ben marcate, pendono leggermente verso destra. All’ improvviso la sua mano destra si alza, come fosse autonoma, e si appoggia sulla sinistra di lui . Si accorge che non porta la fede né altri anelli. Sente la ruvidezza della pelle nelle nocche e nelle dita e la morbidezza nel dorso e vicino al polso. Lui non si ritrae e non la guarda , rimane indifferente. Sente le vene dell’ uomo pulsare forte , i suoi tendini tesi ed elastici. Preme più forte fino a sentire le ossa . Dure, robuste. E’ la mano di un uomo forte e sicuro di sé. Può fare del male, se vuole. Forse lo ha anche fatto, ma a lei non importa , in quel momento. Sa solo che lo desidera e che nulla la farà desistere. Lui si gira verso di lei e la guarda con aria di sfida. Il relatore ha finito di parlare e i medici vanno nelle loro stanze per cambiarsi.
Silvia ha una camera al terzo piano. Sul letto matrimoniale c’ è un copriletto di raso giallo , stesso colore per le tende. La moquette grigia è morbida . Toglie le scarpe coi tacchi e cammina a piedi nudi. Va in bagno e si lava le mani . Si spoglia , apre il frigobar e si versa un calice di frizzantino che appoggia sul bordo della vasca . Si immerge , apre l’ idromassaggio e sta quasi per addormentarsi , quando suona il cellulare. Esce in fretta , lascia una scia d’ acqua sul pavimento e si avvolge nell’ asciugamano. “ Sei pronta ? Ci aspettano nella hall per andare al ristorante “- dice Sandra. ” Mi vesto e scendo.-” risponde lei.
Apre la valigia . Si mette un perizoma di seta nero e il reggiseno abbinato. Calze velate con la riga dietro e un tubino nero molto scollato con un fiocco sul fianco. Poi si trucca : rossetto rosso fuoco , molto mascara e riga nera ben accentuata intorno agli occhi. Una spruzzata di Chanel Nr. 5 come tocco finale. E’ l ‘ ultima ad arrivare. Le sue amiche sono in piedi e stanno chiacchierando con Antonio. Gloria è fasciata da un tubino rosso , stesso colore del rossetto e delle scarpe. Sandra indossa un abito nero molto semplice. Si sente delusa, Antonio non la guarda nemmeno. Si incamminano tutti insieme . Il ristorante è famoso per i carciofi alla giudia . Non è lontano, peccato che piova a dirotto e devono camminare veloci per evitare le pozzanghere. Per il gruppo dei medici è stato apparecchiato un lungo tavolo rettangolare. Silvia siede accanto a Gloria , Sandra e Antonio di fronte a loro. Si versano un dito di vino rosso e brindano al loro incontro in treno. Mentre parlano del congresso il cameriere serve delle alici marinate. Non sono granché, sanno troppo di limone, gli spaghetti all’ amatriciana sono scotti, i carciofi troppo unti. Il vino invece va giù molto bene . Ogni tanto guarda Antonio per vedere se la sta guardando , ma lui fissa il piatto, pensieroso. Quando finalmente alza gli occhi la loro espressione è lontana, quasi assente. Verso metà cena lei e Gloria si fanno un cenno e si alzano per andare alla toilette. Mentre si specchiano l’ amica le dice :” Tu ancora non c’eri, ma io stasera ho fatto un figurone. Sono arrivata per prima nella hall . Antonio mi ha scrutata dalla testa ai piedi e si è lasciato sfuggire un grido di ammirazione. Dovevi vedere con che occhi mi guardava.!” .
Silvia è scossa da un brivido e sente il cuore in gola, ma cerca di non darlo a vedere . “In effetti stai molto bene” le dice- sembri quasi la donna in rosso del film”! L’ altra non risponde, ma sorride fiera. Si ripassano il rossetto e tornano a sedersi al tavolo. Il cameriere serve la panna cotta e il caffè, poi tutti si alzano e si incamminano chiacchierando verso l’ uscita. In albergo loro quattro prendono lo stesso ascensore, ma scendono a piani diversi. Prima di salutarsi si baciano sulle guance e si scambiano i numeri di cellulare . Antonio partirà molto presto , al mattino.
Silvia si spoglia e rimane in mutande. Si accende una sigaretta, si strucca, si lava i denti e indossa la camicia da notte. Va a letto ma non riesce a dormire. Si gira e si rigira, ha caldo e poi freddo. Si alza , va in bagno a rinfrescarsi il viso e a bere un bicchier d’ acqua. Si accende un’ altra sigaretta , poi spalanca la finestra per far entrare un po’ di aria fresca. Finalmente ha smesso di piovere . Annusa con voluttà l’ odore di asfalto bagnato . Torna a letto e spegne la luce, poi la riaccende e guarda l’ora: sono già le due. Lui è lì vicino, al piano di sopra. Lo immagina nudo, sul letto, mentre legge un libro. Ha il suo numero di cellulare, potrebbe chiamarlo o mandargli un messaggio : “Ti aspetto in camera mia”. O la va o la spacca. Tanto , cosa ha da perdere ? Sente bussare alla porta. Si alza e va ad aprire. “ Mi fai entrare ? “ dice Antonio . Non aspetta la risposta. Entra spavaldo e chiude la porta. Lei si accende una sigaretta :” Chi ti stira le camicie ?” gli chiede. “ Vivo solo-risponde- Le stiro da me”. Poi le toglie la sigaretta dalle mani , la sdraia sul letto e le sfila le mutande . Si spoglia anche lui e la penetra. Dopo due spinte viene mentre Silvia inizia a singhiozzare.
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