Reportage n.14/Temporale



di clau­dio castellani

Si sca­tena un tem­po­rale estivo. Sono in auto. Fuori vedo: una ragazza magra che indossa una maglietta bianca. Cam­mina molto, molto len­ta­mente e con gli occhi quasi chiusi. Così quasi chiusi che sem­bra cinese. E poi. Una donna anziana, i capelli tinti di biondo. E’ bassa e grassa. Tiene in mano il capo di un lungo guin­za­glio. Il cane è pic­colo e tira, cerca di cor­rere e ha una fac­cia cat­tiva. I suoi denti sem­brano chiodi. La donna anziana ride diver­tita, nono­stante il dilu­vio, per la fretta del cane di met­tersi al riparo. E poi. Un ragazzo sor­regge tra le due mani, tese davanti a sé, un sac­chetto di carta bianca basso e piatto. Den­tro ci devono essere delle taglia­telle, penso, o dei tranci di pizza, o delle pia­dine. Indossa una brutta maglietta azzurra. Nel gri­gio, sem­bra sporca. Cam­mina all’indietro con passo sicuro, incu­rante del traf­fico, quasi con la sicu­rezza di chi abbia gli occhi sulla nuca. Pro­ba­bil­mente pensa di bagnarsi di meno, in quel modo. Oppure pensa che si bagni di meno il sac­chetto con den­tro le piade.
Alzo lo sguardo. Il cielo è una torta mil­le­fo­glie di nuvole arde­sia. Lo divide, come panna in sovrap­più, l’orlo di una nuvola bian­chis­sima. Una riga di con­fine, così chiara, lì in alto, e poi pro­prio nel mezzo del cielo, ha cer­ta­mente un suo senso. Lo dovrebbe avere. Poi­ché tutto ciò che divide, signi­fica. Sia per me, che per il ragazzo che cam­mina all’indietro, che per la donna strat­to­nata dal cane e anche per la ragazza che cam­mina con gli occhi così quasi chiusi che sem­bra una cinese.




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     ottobre 25, 2010 Pubblicato in Poesia -       Leggi Tutto
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