Silvia Mantovani/Tre poesie



Dice “scrivi”
scrivi ora, dice
“scrivi adesso che stai morendo”,
men­tre gli occhi si riem­piono di rab­bia sgre­to­lata,
cal­coli di dolore.
E’ qui,
è di fronte a te,
camuf­fato solo da pen­sieri lignei.

Lo annuso subito il dolore,
allarme per­fetto suona
il mio sen­tire.
Non c’è spa­zio, non ho udito,
non ho ragioni, dico
sfol­lato.
Nes­suna casa si può più costruire,
nes­sun dolore può più pas­sare,
solo leg­gere tende al sole.
*

Ti voglio urlare la fac­cia nella fac­cia della fac­cia,
la mia urla ti inve­ste di nero pece,
rab­bia pri­mi­tiva e stanca.

Ti voglio urlare per­ché la mia pelle,
sot­tile eppure spessa,
fluidi scuri, vele­nosi e rosa.

Ti voglio sec­care di sale nero e nell’ombra,
atto­nito e tremulo.

Pen­savi non esi­stesse,
che la mia ferita quieta nascon­desse,
e me ne andassi così
da dove sono nata.

*

UN GIORNO ANCORA

Uscire da sé e rac­con­tare del mondo
Dello spaz­zino che ogni giorno puli­sce
Il mar­cia­piede della mia casa
E fa un inchino alla signora
Con un pic­colo ciuaua
Che lascia una merda sul mar­cia­piede
Pro­prio sotto il cor­ni­cione
Lo spaz­zino sor­ride con­tento
Di poter essere utile
A qual­cuno almeno
ancora un giorno.




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     luglio 8, 2011 Pubblicato in Poesia -       Leggi Tutto
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2 Commenti al “Silvia Mantovani/Tre poesie”

  1. Nevio scrive:

    Una Sil­via così dispe­rata e “cat­tiva” non si era mai vista…, poe­ti­ca­mente molto potente secondo me, Nevio

  2. ettore scrive:

    in “un giorno ancora”, esplode bel­lis­simo il ciò che non si vede. Rac­con­tare del mondo ( di un pic­colo mondo ) A volte è suf­fi­cente per par­lare un poco di se. Ciao.

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