Segnalazione/Paolo Di Stefano: Se sette italiani su dieci non capiscono la lingua



Ripro­du­ciamo qui l’incipit di un arti­colo apparso sul Cor­riere della sera del 28 otto­bre, sul cui sito potete leg­gere la ver­sione integrale

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«Voi sapete che, quando un popolo ha per­duto patria e libertà e va disperso pel mondo, la lin­gua gli tiene luogo di patria e di tutto…». Così Luigi Set­tem­brini ricor­dava quanto conti la lin­gua nell’identità e nella coe­sione di un popolo. Pur­troppo, se oggi si dovesse giu­di­care dal livello di padro­nanza dell’italiano il grado di attac­ca­mento alla nazione, saremmo dav­vero messi molto male. La salute della nostra lin­gua, infatti, sem­bra piut­to­sto allar­mante, almeno a giu­di­care dai dati che Tul­lio De Mauro ha illu­strato ieri a Firenze, durante un con­ve­gno del Con­si­glio regio­nale toscano inti­to­lato «Leg­gere e sapere: la scuola degli Italiani».

Tra i numeri evo­cati da De Mauro e fon­dati su ricer­che inter­na­zio­nali, ce ne sono alcuni par­ti­co­lar­mente impres­sio­nanti: per esem­pio, quel 71 per cento della popo­la­zione ita­liana che si trova al di sotto del livello minimo di com­pren­sione nella let­tura di un testo di media dif­fi­coltà. Al che cor­ri­sponde un misero 20 per cento che pos­siede le com­pe­tenze minime «per orien­tarsi e risol­vere, attra­verso l’uso appro­priato della lin­gua ita­liana, situa­zioni com­plesse e pro­blemi della vita sociale quo­ti­diana». Baste­reb­bero que­ste due per­cen­tuali per far scat­tare l’emergenza sociale. Per­ché di vera emer­genza sociale si tratta, visto che il domi­nio della pro­pria (sot­to­li­neato pro­pria) lin­gua è un pre­sup­po­sto indi­spen­sa­bile per lo svi­luppo cul­tu­rale ed eco­no­mico dell’individuo e della collettività.

 

 




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     novembre 29, 2011 Pubblicato in Articoli -       Leggi Tutto
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