Perchè scrivo/Sbagliare la mira



 

di michele marziani

Per me la vita è un dise­gno, un grande fumetto, di quelli “anti­chi”, alla Hugo Pratt. E la matita sarebbe il mio mondo: io vedo, guardo, ho visioni e di que­ste visioni inse­guo il segno. E nel segno col­pi­sco il foglio ma sba­glio mira e dise­gno forme diverse da quelle oni­ri­che. Allora mi adiro, mi odio, mi dete­sto: il risul­tato si arrende prima del tra­guardo, è lon­tano dall’attesa. Allora scon­so­lato scrivo e le parole escono da sole, nem­meno so cosa voglio dire, apro il foglio, quello elet­tro­nico e spingo sui tasti. Sento le dita che vagano come su un pia­no­forte, ma non è musica, è rumore sordo dell’anima, è la fatica dolce del mondo, socia­lità d’affetti. Poi mi fermo, sudato, esau­sto e leggo. E sco­pro da lì cosa ho scritto. Ecco, io scrivo per­ché sono abi­tato da parole che vivono oltre il mio immaginario.




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     ottobre 29, 2008 Pubblicato in I modi dello scrivere, Pensieri spettinati -       Leggi Tutto
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1 Commento al “Perchè scrivo/Sbagliare la mira”

  1. ale scrive:

    boh!

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