Raymond Carver/Lettura



La vita di ognuno è un mistero, pro­prio come

la vostra o la mia. Immaginate

un castello con le fine­stre che si affacciano

sul lago di Gine­vra. Là sulla finestra

nei giorni asso­lati e caldi c’è un uomo

così assorto nella let­tura che non alza

gli occhi. O se lo fa, usa un dito

come segna­li­bro, alzo lo sguardo e scruta

al di là dell’acqua verso il Monte Bianco

e oltre, verso Selah, stato di Washington,

dove sta con una ragazza

e si sta ubria­cando per la prima volta.

L’ultima cosa che ricorda, prima

di per­dere i sensi, è che lei gli ha spu­tato in faccia.

Lui con­ti­nua a bere

e a farsi spu­tare addosso per anni.

Ma ci sarà gente che vi dirà

che le sof­fe­renze raf­for­zano il carattere.

Siete liberi di pen­sarla come volete.

Ad ogni modo, lui si rimette

a leg­gere e non si farà venire complessi

di colpa per sua madre

che va alla deriva sulla sua barca di tristezza,

o pre­oc­cu­pa­zioni per i figli

e per i loro pro­blemi senza fine.

Nè ha inten­zione di pen­sare alla

donna dagli occhi chiari che lui amava

e alla sua disfatta per mano di una reli­gione orientale.

Il dolore di lei ha ini­zio e non ha fine.

Si fac­cia pure avanti, nel castello o a Selah,

chiun­que possa van­tare un legame con l’uomo

che siede tutto il giorno alla fine­stra a leggere

come un qua­dro di un uomo che legge.

Si fac­cia pure avanti il sole.

Si fac­cia pure avanti l’uomo stesso.

Ma che dia­volo starà mai leggendo?

*

Que­sta poe­sia è tratta dal libro “Car­ver, Rac­conti in forma di poe­sia”, Mini­mum Fax 1999

*

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     giugno 1, 2012 Pubblicato in Poesia -       Leggi Tutto
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