Raymond Carver/Lettura
La vita di ognuno è un mistero, proprio come
la vostra o la mia. Immaginate
un castello con le finestre che si affacciano
sul lago di Ginevra. Là sulla finestra
nei giorni assolati e caldi c’è un uomo
così assorto nella lettura che non alza
gli occhi. O se lo fa, usa un dito
come segnalibro, alzo lo sguardo e scruta
al di là dell’acqua verso il Monte Bianco
e oltre, verso Selah, stato di Washington,
dove sta con una ragazza
e si sta ubriacando per la prima volta.
L’ultima cosa che ricorda, prima
di perdere i sensi, è che lei gli ha sputato in faccia.
Lui continua a bere
e a farsi sputare addosso per anni.
Ma ci sarà gente che vi dirà
che le sofferenze rafforzano il carattere.
Siete liberi di pensarla come volete.
Ad ogni modo, lui si rimette
a leggere e non si farà venire complessi
di colpa per sua madre
che va alla deriva sulla sua barca di tristezza,
o preoccupazioni per i figli
e per i loro problemi senza fine.
Nè ha intenzione di pensare alla
donna dagli occhi chiari che lui amava
e alla sua disfatta per mano di una religione orientale.
Il dolore di lei ha inizio e non ha fine.
Si faccia pure avanti, nel castello o a Selah,
chiunque possa vantare un legame con l’uomo
che siede tutto il giorno alla finestra a leggere
come un quadro di un uomo che legge.
Si faccia pure avanti il sole.
Si faccia pure avanti l’uomo stesso.
Ma che diavolo starà mai leggendo?
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Questa poesia è tratta dal libro “Carver, Racconti in forma di poesia”, Minimum Fax 1999
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