Biancamaria Frabotta/Autoritratto in terza persona
Ieri vantava l’aderenza allo specchio
la sazietà di piedi ben fatti, patti
in vista di ulteriori concessioni, tempi
più lunghi magari e il tiro
corretto al selvatico bilancio d’età.
Oggi nutre raminghe speranze di sparire
nelle sembianze di un gatto, un colpo di tosse
il lento vogare di un cappello a mezz’aria.
Domani non ci sarà più tempo
per l’uso pigramente italiano
del verbo, il sereno ottativo
del vorrei essere stato.
Ma divampando potesse essere lei una
combusta orma di fuoco dell’ellisse
temeraria, mite ombra e pur sostanza
di quel sole che non teme eclisse.
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Questa poesia è tratta dal volume “Biancamaria Frabotta, La viandanza”, Mondadori 1995
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