Vivian Lamarque/Era la casa



Era la casa più bella era la casa più orrenda.

Di quel mondo val­dese di per­se­gui­tati era la casa più bella era la

casa più orrenda.

Ti acca­rez­zava ti stran­go­lava, ti acca­rez­za­vano gli archi le volte

le lun­ghe fine­stre dell’architetto Dec­ker con den­tro i monti il

giar­dino l’albero delle noci, ti stran­go­lava la cucina avariata

avve­le­nata ti stran­go­la­vano gli argenti i tru­cidi testa­menti un

dio che rin­ne­gava esclu­deva sacri­fi­cava, era la casa più orrenda

con piat­tini ava­riati per bam­bini abban­do­nati e la più gentile

con pra­to­line nuvole fuoco di camino.

Il gatto rimase con la madre morta per terra tre o due notti conosceva

la lin­gua dei morti le ha par­lato, tre o due giorni entrambi

per terra con intorno gli occhi della più lunga nottata.

*

Que­sta poe­sia è tratta dal volume “Vivian Lamarque, Poesie 1972 – 2002″, Mondadori 2002

*

Leggi Vivian Lamar­que su wikipedia

 

 




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     giugno 19, 2012 Pubblicato in Poesia -       Leggi Tutto
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