Vivian Lamarque/Era la casa
Era la casa più bella era la casa più orrenda.
Di quel mondo valdese di perseguitati era la casa più bella era la
casa più orrenda.
Ti accarezzava ti strangolava, ti accarezzavano gli archi le volte
le lunghe finestre dell’architetto Decker con dentro i monti il
giardino l’albero delle noci, ti strangolava la cucina avariata
avvelenata ti strangolavano gli argenti i trucidi testamenti un
dio che rinnegava escludeva sacrificava, era la casa più orrenda
con piattini avariati per bambini abbandonati e la più gentile
con pratoline nuvole fuoco di camino.
Il gatto rimase con la madre morta per terra tre o due notti conosceva
la lingua dei morti le ha parlato, tre o due giorni entrambi
per terra con intorno gli occhi della più lunga nottata.
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Questa poesia è tratta dal volume “Vivian Lamarque, Poesie 1972 – 2002″, Mondadori 2002
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