Herta Muller/La strada vaga
La strada vaga in calze di cemento i cani con
lo zufolo di cera le erbacce rovistandosi nelle tasche,
col paltò sulla schiena per scappare dal paese mentre
il vento al di sopra del granoturco avanza col carro funebre un
imballaggio ad un piano con tende di pelle di pollo
e a sua volta il contabile Ilie mordicchiando la pellicina delle unghie
con i denti della bocca di chiun que mi dice:
signora mia, fatti i cazzi tuoi l’estate
ti sputa nel caffè fatti una doccia
fredda, davvero, fai qualcosa
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Questa poesia è tratta dal volume “Herta Muller, Essere o non essere Ion” Transeuropa-Nuova poetica 2012
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Rablè Dossier/ Su questo blog puoi leggere il Discorso per Il Nobel pronunciato dalla scrittrice rumena e l’incipit di un saggio di Paola Quadrelli sul Herta Muller e il tema della lingua, apparso sul sito germanistica.net































