Bijan Jalali/Il lavoro della poesia
Il Poeta
è messaggero del risveglio
ma parla di realtà
che appare
solo in sogno
*
Bianco il foglio
mi è amico:
a lui le mie parole
ascolto le sue risposte
*
Ho parole che finora
non ho scritto
perché più bianche
della carta.
Morire è una cosa da poco.
E’ molto più facile che vivere.
Tutto il dolore della morte
di fronte a ogni singolo dubbio,
ogni singola bramosia,
ogni singola paura,
ogni odio,
ogni amore,
è nulla.
*
Fino alla fine del mondo,
il mondo dalla sua fine
inizia.
E là, dove è la mia fine
le alte montagne sovrastano
e scorrono i loro ruscelli tumultuosi
e io inizio dalla fine del mondo
e là dove le montagne si sono appiattite
e i fiumi fermati
è là che il mio cuore, nella sua nudità,
batte come il vulcano.
*
Questa poesia è tratta dalla monografia-antologia sulla poesia iraniana contemporanea –a cura di Chiara Riccarand– pubblicata dal mensile Poesia n. 273 Luglio/Agosto 2012































