Jamie McKendrick/Linee di api
I nuovi custodi, indossati guanti e occhiali,
stanarono col fumo lo spirito dell’arnia, poi deposero
tre telai, ognuno coagulato in degli esagoni,
sul tavolo di quercia dove si sedettero a covare
la luce d’oro delle celle stretta nelle grate
finché le loro palpebre si fecero pesanti e si trascinarono
a dormire.
Sdraiata accanto a suo marito, non sapeva
se lei fosse la vittima o il ladro
sorpreso mentre l’intera casa era spogliata
ma sognò se stessa sulla cima di un olmo
dove uno sciame strofinava mezzo guscio d’uovo
e l’acuto della regina cavalcava l’aria
squisito come un cesto nel mälström.
Si svegliò. Trovò un doppio fiotto
di api, uno scendeva, l’altro si arrampicava
sul camino sollevando le borse col bottino fino all’arnia,
e quando l’ultimo lingotto prese il volo
la pietra del focolare prese luce come porta del cielo.
(traduzione di Antonella Anedda)
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Questa poesia è tratta dal volume “Jamie McKendrick, Chiodi di cielo” Traduzione e cura di Luca Guerneri (con sette poesie tradotte da Antonella Anedda), editrice Donzelli Poesia 2003
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Jamie McKendrick è nato a Liverpool nel 1955, vive e lavora a Oxford. Nel 1994 è stato tra i venti poeti selezionati per il numero speciale della «Poetry Review» dedicato alla New Generations Poets. Ha pubblicato cinque raccolte di versi.
Svolge un importante attività di traduttore dell’italiano. Ha curato un’antologia in lingua inglese della poesia italiana del Novecento (The Faber Book of 20th-Century Italian Poems (2004).




























