Piera Polci/L’uomo e la donna
Una stanza. Un uomo e una donna. I loro volti si frantumano a ogni sguardo.
Il sogno si è rotto al risveglio. La loro vita insieme è scaduta.
Lui non vuole dimenticarla. Lei vuole ricordare ogni attimo di vita.
La donna dice:
è un sogno.
L’uomo risponde:
l’ho fatto per te.
La donna ha gli occhi chiusi
le mani stringono le dita.
L’uomo non smette di guardare,
i palmi contro l’aria.
L’ho fatto prima di incontrarti.
Adesso strappalo. Quel sogno mi guarda
e io non dormo.
Dormi mentre veglio. Nessuno entrerà.
Voglio che ogni cosa entri.
Che il sogno vada in pezzi e mi sveglio.
L’uomo ha la schiena contro il cielo
la donna le mani sul suo volto.
Lasceremo qui i nostri sogni?
Io li porto con me, dice lei.
Io non ti dimenticherò.
È arrivata l’ora.
L’uomo alza il viso cieco
la donna gli bacia le labbra.
Un bastone lo sostiene
lei rimane ferma.
Ti porto con me, dice lui.
Io porto con me ogni cosa
che abbiamo guardato.
La porta è aperta. Al di là
della stanza una luce gialla.
I passi dell’uomo sono scoppi.
La donna si ripara con le mani.
Sento la carne che si strappa.
Io sto dopo ogni strappo.
Il tuo cuore sta bruciando.
Il tuo cuore non ha vie d’uscita.
L’uomo trattiene il fiato.
La donna mangia l’aria.
*
Piera Polci è nata in Calabria nel 1967. Ha interrotto gli studi dopo le scuole dell’obbligo, si è messa a lavorare molto presto e ha fatto cento mestieri diversi: colf, cameriera, imbianchina, educatrice, cuoca. Decisa a inseguire la sua passione per la scrittura, è diventata una correttrice di bozze. Collabora con alcune realtà che operano in campo educativo, dove propone laboratori sulla fiaba. Vive a Cesena, con il suo compagno, un cane e quattro gatti. Ha vinto il secondo premio dell’edizione 2011 del Noblè di Rablè.




























