Rablè/la scuola

Il signi­fi­cato del narrare

La scrit­tura non è magia ma, evi­den­te­mente, può diven­tare la porta d’ingresso per quel mondo che sta nasco­sto den­tro di noi. La parola scritta ha la forza di accen­dere la fan­ta­sia e illu­mi­nare l’interiorità” Aaron  Appel­feld

La scuola di scrit­tura crea­tiva Rablè (tra­scri­zione fone­tica di Rabe­lais, autore di Gar­gan­tua e Pan­ta­gruele) è nata a San­tar­can­gelo di Roma­gna nell’aprile del 2005. E’ nata un po’ per scom­messa, sulla spinta di una con­vin­zione: Che rac­con­tare è l’attività umana più antica ed è la più utile.

Come sostiene Gre­gory Bate­son: “Siamo fatti della stessa sostanza di cui sono fatte le sto­rie”. Ogni nostra cel­lula rac­conta una sto­ria e ogni nostra fibra rac­conta il vivente. E’ attra­verso la nar­ra­zione , infatti, che l’uomo orga­nizza e con­serva le pro­prie memo­rie e quelle della comu­nità in cui vive.

Rac­con­tare è seguire il cam­mino della Sto­ria e delle sto­rie. Rac­con­tare è l’attività che ci con­sente di acqui­stare con­sa­pe­vo­lezza di noi stessi e del mondo in cui viviamo. Se smet­tes­simo tutti, all’improvviso, di rac­con­tarci i fatti della vita, i sogni, i pen­sieri, le fan­ta­sie, ces­se­rebbe all’improvviso la sto­ria dell’uomo.

Imma­gi­nare è ricor­dare, sognare, fan­ta­sti­care. È pro­iet­tarci nello spa­zio, nel tempo pas­sato o in quello futuro, modi­fi­care il pre­sente secondo le nostre spe­ranze più segrete. E’ ricon­si­de­rare e rive­dere il mondo che viviamo, rivi­vere la vita che abbiamo vis­suta alla ricerca di un senso, di un significato.

Scri­vere in fondo non è niente altro che que­sto: impa­rare a usare sem­pre meglio stru­menti che già pos­se­diamo per pre­stare mag­giore atten­zione alla vita. Per vederci un po’ più chiaro

Il metodo

Ai miei amici, i gio­vani poeti, dirò allora: in fondo, adesso non dispo­nete di alcuna norma, sta dun­que a voi stessi dar­vela” Wol­fgang Goethe

Il metodo seguito da Rablè si basa sul prin­ci­pio che a scri­vere si impara scri­vendo, che la teo­ria è impor­tante, ma più impor­tante ancora è misu­rarsi con le dif­fi­coltà poste con­cre­ta­mente dall’elaborazione di un testo.

I docenti della nostra scuola, dun­que, illu­strano in modo det­ta­gliato gli aspetti teo­rici e tec­nici della nar­ra­zione, ma fanno sem­pre in modo che que­sti sca­tu­ri­scano il più pos­si­bile dalla pra­tica della scrittura.

Nei Corsi e nei Semi­nari, per esem­pio, gli iscritti ven­gono sol­le­ci­tati fin dall’inizio a scri­vere sto­rie. Que­ste ven­gono inviate al docente che le valuta e le cor­regge anche dal punto di vista for­male. Il lavoro in classe con­si­ste poi nell’analizzarle nuo­va­mente, per vedere cosa fun­ziona, dal punto di vista nar­ra­tivo, e cosa richiede un ulte­riore lavoro di revi­sione. Gli ele­menti teo­rici, insomma, sono sem­pre inte­grati all’attività pra­tica della scrittura.

Nelle prime fasi del nostro lavoro, l’abilità e le com­pe­tenze lin­gui­sti­che non ven­gono mai poste in primo piano. I par­te­ci­panti ai corsi impa­rano fin da subito, invece, ad affron­tare alcune com­pe­tenze di base: pen­sare per imma­gini e impa­rare a descri­vere com­piu­ta­mente lo svol­gersi di un’azione.

Il metodo seguito da Rablè si basa soprat­tutto sul prin­ci­pio che l’uomo ha un’importanza pre­mi­nente rispetto alla tec­nica. Più impor­tante di tutto è impa­rare a osser­vare con atten­zione il mondo in cui viviamo, diven­tare coscienti delle pro­prie per­ce­zioni e delle pro­prie emozioni.

Que­sto approc­cio didat­tico con­sente di acce­dere a una scrit­tura non stan­dar­diz­zata, a una scrit­tura originale.

Cosa è la scrit­tura creativa

Si tratta di impa­rare a vedere, ascol­tare, pen­sare, per­ce­pire e non per­ce­pire, e poi scri­vere… Se uno scrit­tore smette di osser­vare è finito” Ernest Heming­way

La scrit­tura crea­tiva si fonda su un para­dosso: si avvale di tec­ni­che ma non è una tec­nica che si può inse­gnare. E’ un para­dosso che a molti appare incom­pren­si­bile: la società con­tem­po­ra­nea pog­gia sull’idea che la tec­nica può tutto. Certo, essa è lo stru­mento che per­mette di dare forma a un’intuizione o a una sto­ria e di comu­ni­carla agli altri. Ma l’immediatezza del risul­tato che la tec­nica può garan­tire ci pone solo in grado di scri­vere sto­rie stan­dar­diz­zate e poco originali.

Per que­sto i Corsi che pro­po­niamo sono un luogo in cui si impara a creare un testo nar­ra­tivo e, allo stesso tempo, a rico­no­scere l’originalità della pro­pria lingua.

Come dice Heming­way, scri­viamo con gli occhi, con tutto il nostro corpo che vive, prima ancora che con il com­pu­ter o una penna sti­lo­gra­fica. Scri­vere è un’attività fisica, esat­ta­mente come cam­mi­nare, rac­co­gliere mele o cucinare.

Nei nostri Corsi e Semi­nari daremo spa­zio ad eser­cizi che ci per­met­tano di rimet­tere in movi­mento la nostra capa­cità di vedere le cose, i det­ta­gli, gli odori, i suoni, le sen­sa­zioni che il movi­mento pro­duce in noi, le emo­zioni che si fanno largo quando inte­ra­giamo con gli altri: è il primo passo per costruire una gram­ma­tica della fantasia.

     settembre 29, 2008 Pubblicato in -       Leggi Tutto
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